Merkel chiude le frontiere e innesca l'effetto domino: camionisti al Brennero assembrati sotto la neve a -10°

 

Merkel chiude le frontiere e innesca l'effetto domino: camionisti al Brennero assembrati sotto la neve a -10°

L’approccio coordinato a livello europeo può aspettare, la Germania fa da sé. Come già avvenuto con l’approvvigionamento dei vaccini, Berlino si muove in totale autonomia anche sulla gestione delle frontiere esterne, applicando controlli severi e respingimenti nonostante da Bruxelles siano arrivati diversi appelli agli Stati membri per evitare “decisioni unilaterali”. Come nulla fosse, da domenica sono entrate in vigore le nuove misure per gli ingressi dal Tirolo e dalla Repubblica Ceca nel territorio tedesco con l’intento di arginare la diffusione delle nuove varianti Covid. Le restrizioni limitano l’ingresso a cittadini e residenti tedeschi, camionisti, personale dei trasporti e dei servizi sanitari e pochi altri, che devono registrarsi online e mostrare un test al coronavirus negativo. Il ministro dell’Interno, Horst Seehofer, ha messo in guardia dai ritardi ai confini, dicendo al quotidiano Bild am Sonntag che la polizia tedesca “non si limiterà a far scorrere il traffico”.

Ma la decisione tedesca ha avuto un effetto domino dirompente: le autorità austriache hanno deciso di introdurre a loro volta controlli alla frontiera sud su tutti i mezzi, inclusi quelli pesanti, al Brennero, per evitare che il Tirolo “diventi il più grande parcheggio d’Europa”, ha detto il presidente dell’Euregio Guenther Platter. Il Tirolo ha deciso di attuare a sua volta controlli per evitare che i mezzi di passaggio provenienti dall’Italia venissero poi bloccati dalle autorità tedesche sul territorio austriaco. Ragione per cui nessuno può passare dal Brennero senza esibire un test Covid negativo, effettuato nelle precedenti 48 ore. Risultato? Ieri una coda di ben 40 chilometri di Tir si è formata al confine tra Italia e Austria. Non solo: nella notte tra lunedì e martedì una moltitudine di autotrasportatori è dovuta scendere dal proprio mezzo e mettersi in fila per un tampone. Un maxi assembramento di camionisti sotto la neve con 10 gradi sotto zero, come documentano le immagini qui sotto, istantanee dell’ennesimo disastro Ue nella gestione della pandemia. La Commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson e il Commissario alla Giustizia Didier Reynders hanno inviato oggi una lettera agli Stati membri per ricordare i loro impegni per garantire un “approccio coordinato a livello dell’unione europea sulle limitazioni alla libera circolazione”. Il riferimento della Commissione, che può limitarsi a esprimere “raccomandazioni non vincolanti”,” è naturalmente a Berlino.

“Dobbiamo evitare decisioni unilaterali”, ha aggiunto Reynders, ricordando che ne parlerà al Consiglio affari interni della prossima settimana. Almeno per ora il Governo federale tedesco sembra non curarsi troppo dei richiami di Bruxelles e anzi il ministro della Salute Spahn ha annunciato l’intenzione di prolungare i controlli alle frontiere. La responsabile dei Trasporti del Land austriaco del Tirolo, Ingrid Felipe, ha criticato duramente la Germania: non solo la chiusura delle frontiere non è una soluzione per combattere insieme la pandemia in Europa, ma la decisione è stata comunicata dal governo tedesco con poco anticipo, ha detto l’esponente dei Verdi. La Germania non è l’unico Paese ad aver introdotto restrizioni nell’area Schengen, il Belgio ad esempio dal 27 gennaio e fino al 1 aprile ha vietato i viaggi ricreativi e/o turistici, creando non pochi disagi. Di certo, però, la via scelta da Berlino ha conseguenze immediate per i lavoratori e le imprese italiane.

Anche la Francia ha criticato la decisione unilaterale tedesca: “Non auspico che la Germania chiuda completamente la frontiera con la Francia”, ha avvertito il segretario di Stato agli Affari europei, Clément Beaune, visto che Berlino ha lasciato intendere che potrebbe fare lo stesso al confine francese nei prossimi giorni vista la situazione sanitaria nel dipartimento francese di Moselle, dove cresce la variante sudafricana. Quanto alla scelta tedesca di chiudere parzialmente i suoi confini con Repubblica ceca e Tirolo austriaco, “non credo ci sia stato un dibattito con la Commissione europea”, ha deplorato, ricordando che lo stesso esecutivo Ue ha ritenuto questo atteggiamento “non conforme al quadro europeo”, “visto che abbiamo passato un certo tempo a coordinare le nostre misure europee e a definire un quadro di regole comuni”.

Le autorità tedesche hanno fatto sapere che la polizia ha respinto circa 5mila persone ai confini con la Repubblica Ceca e la regione austriaca del Tirolo, da quando domenica sono stati introdotti severi controlli. “Ci troviamo in una condizione nella quale la competitività del nostro sistema produttivo è ancora una volta messa in seria difficoltà da scelte che impongono soluzioni strutturali”, ha dichiarato il responsabile della commissione autotrasporto di Confetra Mauro Nicosia. “La scelta del governo austriaco di impedire il transito ai trasportatori che non hanno effettuato il Covid Test entro le 48 ore precedenti rischia, come nelle scorse ore, di mettere in ginocchio il sistema dei trasporti del nostro Paese”.  Il Governo italiano ha immediatamente disposto l’apertura dei Drive Through Difesa per permettere ai trasportatori in transito al Brennero di poter effettuare il tampone così da poterne esibire l’esito ai funzionari austriaci. Ma la maggior parte dei lavoratori non ha avuto né tempo né modo di sottoporsi al test in anticipo, e si è ritrovata costretta a mettersi in fila all’addiaccio e al gelo alpino, a causa delle decisioni “unilaterali” della Germania e dell’incapacità europea di far rispettare le regole concordate a livello comunitario.

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