L’alga della salute I miracoli della spirulina

 

L’alga della salute I miracoli della spirulina

Dagli integratori alla pasta, passando per il pane e le barrette: il nostro test su 17 prodotti a base della sostanza ricca di proteine che ha conquistato i consumatori paese per la sua azione antiinfiammatoria e i vantaggi sul metabolismo

Utile per abbassare i livelli di colesterolo, ricca di antiossidanti, in grado di ritardare l’invecchiamento dell’organismo: i benefici della spirulina, un’alga dalla forma stretta ed allungata diffusa nelle acque salmastre, sono tantissimi e hanno origini lontane. Il suo utilizzo si fa risalire alle civiltà precolombiane: gli Aztechi, più di 5000 anni fa, la coltivavano nel lago Texcoco in Messico, fu il “conquistador” Cortez a importarla in Europa agli inizi del 500. Presso la popolazione Kanembu del Ciad e della Nigeria viene raccolta ancora oggi nel lago Kossorom, filtrata ed essiccata, viene variamente utilizzata in forme culinarie tra cui la souce, una sorta di brodo vegetale molto nutriente. Per arrivare intatta fino ai giorni nostri, la sua fama deve necessariamente avere solide fondamenta. Se per l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la spirulina è un alimento per il quale però non sono stati approvati claim salutistici, per l’Anses, l’omologa francese, l’alga ha - per sua natura - delle caratteristiche che giustificano il suo successo come superfood. Di sicuro - sottolinea l’agenzia nel suo rapporto - la spirulina è una fonte preziosa di proteine, tanto che è particolarmente indicata come alternativa per i soggetti che hanno carenze nutrizionali importanti: in percentuale, ne contiene tra il 60% e il 70% in peso, contro il 25% del pesce, il 35% della soia e il 14% dei cereali. L’aspetto interessante è che la spirulina contiene quasi tutti gli amminoacidi essenziali necessari alla costruzione di moltissime molecole organiche e delle stesse proteine. Poi ci sono le vitamine, soprattutto del gruppo A (bastano da 3 a 6 grammi di spirulina per soddisfare il fabbisogno giornaliero dell’adulto, pari a circa 900 microgrammi) e del gruppo E.

La spirulina non ha però vitamina B12, la più necessaria ai vegani, perché presente soprattutto nella carne, nel pesce e nelle uova che non rientrano nella loro dieta. La scarsa quantità di B12 presente è in una forma quasi impossibile da assimilare per il corpo umano. Non a caso nel 2016 l’accademia americana di nutrizione non ha classificato la spirulina come una fonte di questa vitamina utile per vegetariani e vegani, concetto ribadito anche dall’Anses. Molto interessante anche l’apporto di sali minerali - calcio, potassio, fosforo, magnesio, zinco, rame e ferro - di cui è molto ricca: bastano 10 grammi per coprire tra il 64% e il 200% del fabbisogno giornaliero di un bambino di età compresa tra 6 mesi e 3 anni (fabbisogno che verrebbe coperto con 38 grammi di cereali integrali). Sugli altri benefici, invece, servirebbero altre ricerche. Non ci sono prove, infatti, che la spirulina aiuti a perdere peso, favorisca la digestione o diminuisca ansia e stress. Piccoli studi, al momento non definitivi perché condotti senza gruppi di controllo e su poche persone, sembrano far emergere un lieve effetto benefico sul colesterolo e alcune caratteristiche antiossidanti, ma è presto per esprimersi.

Infine, i rischi. Dopo aver ricevuto 49 segnalazioni (dieci delle quali degne di approfondimento), l’Anses ha ritenuto opportuno sottolinearle, ricordando che la spirulina può contenere cianotossine, batteri e tracce di metalli pesanti (piombo, arsenico e mercurio) assorbiti durante la coltivazione in zone inquinate (sono stati segnalati dall’Anses casi negli Stati Uniti, a Cuba, in Thailandia, in Messico, in India, in Israele ma anche in Italia). Non solo. Questa alga può indurre allergie e coloro che soffrono già di una predisposizione, così come chi ha problemi di fenilchetonuria, dovrebbe limitarne o evitarne l’assunzione. Ci sono poi stati alcuni casi di intossicazione da integratori contenenti numerosi componenti, tra i quali la spirulina, anche se non è stato possibile attribuire alcuna responsabilità specifica all’alga. A ogni modo l’agenzia francese ha proposto una rete di sorveglianza internazionale, per chiarire i vari dubbi. Dubbi che hanno spinto anche il Salvagente a mettere il naso in questo mercato, con esiti, come vedrete nelle pagine successive, assai tranquillizzanti.

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