L'AIUTO PIÙ INATTESO CE LO DARANNO LE MAMME

 

L'AIUTO PIÙ INATTESO CE LO DARANNO LE MAMME

LE CELLULE STAMINALI DEI CORDONI OMBELICALI SONO LE NUOVE ARMI ANTI VIRUS. POI C'E UNA SORPRESA: L'ACQUA OSSIGENATA. MA LA NOTIZIA PIÙ BELLA È: TUTTO SI RIDURRÀ A SEMPLICE RAFFREDDORE.

Quali sono le notizie più belle delle settimana? Per uno studio della Rockefeller University di New York pubblicato su Nature, chi ha avuto l'infezione di coronavirus ed è guarito dal Covid mantiene un'immunità di almeno 6 mesi. Non si tratta solo degli anticorpi, la cui attività diminuisce nel tempo, ma soprattutto delle cellule B, cellule-memoria che, in caso di nuovo incontro con il virus, sono in grado di far “montare” una risposta immunitaria rapida ed efficace. L'altra ottima notizia arriva dalla Johnson&Johnson. Sono stati pubblicati i dati di fasel e 2 del candidato vaccino: c'è stata una risposta immunitaria di almeno 71 giorni su partecipanti di età compresa tra i 18 e i 55 anni. I dati sulla fase 3 dovrebbero essere pubblicati entro la fine di questo mese e subito dopo verrà richiesta l'autorizzazione all'uso di emergenza del vaccino. La notizia è importante perché il vaccino J&J si conserva più facilmentee richiede una sola dose rispetto alle due di quelli fin qui approvati. In base agli accordi europei l'Italia dovrebbe ricevere circa 27 milioni di fiale.

Una super mascherina. Il chimico britannico Gareth Cave, in collaborazione con l'università in cui insegna, la Nottingham Trent, ha messo a punto una nuova mascherina con una capacità filtrante del 99,98 per cento e un'efficienza del 90 per cento nel distruggere il coronavirus e i virus dell'influenza. La mascherina ha 5 strati, uno dei quali, lo scudo vero e proprio, è imbevuto di una soluzione brevettata a base di particelle di rame capaci di inattivare il virus impedendogli di replicarsi. È garantita per 7 ore e costa circa un euro a pezzo. La produzione dovrebbe iniziare entro la fine di gennaio al ritmo di 5 milioni di pezzi al mese.

Anello premonitore. Monitorando la temperatura corporea, il ritmo del respiro, la frequenza del battito cardiacoe il livello di attività fisica, potremo sapere se arriverà la febbre o se stanno per manifestarsi altri sintomi tipici di influenza e Covid. Tutto grazie a un algoritmo e a un anello realizzato dalla start up finlandese Oura. Secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports dai ricercatori dell'Università della California e del Massachusetts Institute of Technology, prima della comparsa dei sintomi del Covid si può registrare una minima alterazione della temperatura.

C'era già e non lo sapevamo. Un farmaco che da più di un decennio viene utilizzato per curare il cancro potrebbe essere efficace anche per le persone che hanno contratto il Covid. Si tratta del pralatrexato, originariamente sviluppato per il trattamento dei linfomi, tumori che hanno origine nelle ghiandole. È questo il risultato di uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori degli Istituti di tecnologia avanzata di Shenzhen (Cina). Il lavoro è stato pubblicato su Plos Computational Biology.

Gargarismi e spray. «Riteniamo che il virus possa essere neutralizzato potenziando le difese naturali con un gargarismo di acqua ossigenata al 3 per cento, uno spray nasale sempre a base di acqua ossigenata all'1,5 per cento, e un collirio per gli occhi a base di acido ipocloroso allo 0,01 per cento o, in alternativa, a base di iodopovidone allo 0,6, da fare una volta al giorno». La ricetta è di Antonio Del Prete, docente di Oftalmologia all'università Federico Il di Napoli, tra gli autori di uno studio pubblicato sulla rivista Infection Control & Hospital Epidemiology dell'Università di Cambridge. Tutto è partito osservando come alcuni pazienti risultati positivi al tampone si siano negativizzati dopo essere stati sottoposti a una terapia che si fonda su tre azioni sulle vie d'accesso del virus nell'organismo: bocca, naso e occhi. Il gruppo di Del Prete è ora alla ricerca di finanziatori per proseguire la ricerca.

Nei malati funzionano. I ricercatori dell'università di Miami hanno pubblicato su Stem Cells Translational Medicinei risultati di uno studio che potrebbe rappresentare una svolta nella cura del Covid. Gli scienziati, guidati dall'italiano Camillo Ricordi, hanno prelevato cellule staminali da cordoni ombelicali e le hanno somministrate a malati di Covid: «Sono state somministrate due infusioni di 100 milioni di cellule staminali entro tre giorni, per un totale di 200 milioni di cellule in ciascun individuo», ha spiegato Ricordi. La terapia ha dato ottimi risultati: il cento per cento dei pazienti di età inferiore agli 85 anni si è salvata ed è diminuito anche il tempo di ricovero, meno di due settimane contro le quattro e più della media.

La previsione che ci rincuora. Secondo uno studio pubblicato su Science dai ricercatori della Emory University e della Penn State University, nei prossimi anni la pericolosità del coronavirus potrebbe notevolmente attenuarsi, come accade a certi uragani dapprima spaventosi poi innocui. Stando alle previsioni, l'infezione potrebbe colpire la prima volta entro i 3-5 anni di età con sintomi modesti, per poi ripresentarsi in età adulta ma in modo ancora più lieve. Lo studio si basa su dati epidemiologici e immunologici relativi al virus della Sars, quello della Mers e altri quattro coronavirus umani diventati ormai endemici, cioè virus che continuano a circolare nella popolazionea bassi livelli causando per lo più sintomi modesti. La letalità potrebbe addirittura scendere al di sotto di quella dell'influenza stagionale, ma molto dipenderà dalla rapidità con cui verrà effettuata la vaccinazione di massa su scala mondiale.

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