Focus su mRna-1273 targato Moderna

Focus su mRna-1273 targato Moderna

 La Commissione europea ne ha già ordinate 80 milioni di dosi: dichiara un’efficacia nel 94,5% dei casi, non prevede la somministrazione di parti inattivate del virus e si conserva a temperature tra 2 e 8°C

Il 25 novembre la Commissione europea ha firmato il sesto contratto per l’acquisizione di 80 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19, con l’opzione di raddoppiare la fornitura, con la società farmaceutica statunitense Moderna che negli States ha già ricevuto l’autorizzazione della Fda, l’Autorità sanitaria federale. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Stiamo realizzando un portafoglio di vaccini contro il Covid-19 tra i più completi al mondo e cominceremo le vaccinazioni entro il 2020”.

Anche quello di Moderna è un vaccino basato sull’RNA messaggero (mRNA) come quello di Pfizer di cui ci occupiamo nelle pagine successive. Moderna è all’avanguardia nello sviluppo di una nuova classe di vaccini basati sull’mRNA trasportato all’interno delle cellule da nanoparticelle lipidiche, una “piattaforma vaccinale” sviluppata nel corso degli ultimi 10 anni che vede l’mRNA come supporto di dati grazie ai quali il corpo riuscirà a produrre da solo le proteine per attivare un’immunità duratura al nuovo coronavirus. Il vaccino di Moderna si chiama mRNA- 1273 e si è dimostrato efficace nel 94% dei casi, il vantaggio è quello di poter essere conservato a temperature tra i 2 e gli 8°C (quelli di un comune frigorifero, dunque senza tutte le complicazioni dettate da temperature molto basse) per un mese, mentre nel lungo periodo la temperatura deve scendere a -20°C. La particolarità dei vaccini basati su mRNA è che non prevedono la somministrazione di parti inattivate del virus, informazione utile ai No Vax, che temono di inoculare il coronavirus tramite vaccino. In questo caso vengono invece iniettate nel corpo umano solo le molecole di mRNA in modo che una volta all’interno delle cellule, sia il corpo stesso a produrre il vaccino mRNA-1273.

Nella fase III sono stati coinvolti 30mila partecipanti divisi in due gruppi: uno ha ricevuto il vaccino e l’altro il placebo. I risultati indicano - ha dichiarato Tal Zaks, campo del dipartimento medico dell’azienda - un’efficacia del 94,5%. Lo stesso Zaks ha però sottolineato, in un’intervista rilasciata ad Axios, che questi dati non vanno sovrastimati né salutati come la fine di questo complicato periodo: “I risultati mostrano che il nostro vaccino fa sì che non si resti contagiati, o comunque non si sviluppi una forma grave della malattia, ma non mostrano che chi è vaccinato non possa comunque contagiare gli altri. Finché non inizieremo la distribuzione di questo farmaco non avremo dati concreti sufficienti per dimostrare che questo vaccino riduce la trasmissione del virus”.

Comments